ABOLITA
L’IVA SUI RIFIUTI
Il Comune di Roma e l’AMA
hanno deciso di rispettare la sentenza n° 238 del 24 luglio
2009 emessa dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato
illegittima l’Iva applicata sulla tariffa per la raccolta
dei rifiuti.
Dal 1° gennaio 2010 un milione e
centomila famiglie e trecentomila imprese dovranno pagare
bollette inferiori del 10% a quelle dello scorso anno: Il
risparmio sarà di circa 57 milioni, pari al 10% di quanto
l’Ama incassa di Iva dagli utenti.
La sentenza è retroattiva e
l’Ama dovrebbe restituire l’Iva riscossa negli
ultimi 10 anni ma non intende farlo.
Per recuperare le somme pagate
ingiustamente l’utente deve inviare all’azienda una
raccomandata con la richiesta e gli estremi delle bollette
pagate per le quali si chiede il rimborso Iva. Se entro 90
giorni l’utente non riceve risposta può adire alle vie
legali.
Presso i nostri uffici sono
disponibili i moduli per chiedere il
rimborso.
I nostri legali stanno
verificando se con un’unica raccomandata possono essere
inviate più richieste e se l’azienda non risponde
attivate azioni legali collettive.
L’assessore al bilancio
del Comune, Maurizio Leo, annuncia che “è in via di
elaborazione la delibera che stabilisce per il 2010 i contenuti
del servizio e smaltimento dei rifiuti affidato all’Ama e
che, sulla base dei costi calcolati dall’azienda,
determina l’imposta della relativa tariffa”. In
soldoni, il Comune e l’Ama si apprestano ad aumentare le
tariffe.
Prendere a pretesto
l’abolizione dell’Iva per giustificare
l’aumento della tariffa è una presa in giro, un imbroglio
in quanto l’Iva incassata dall’Ama è stata versata
allo Stato, l’Ama ne è stata l’esattore e non il
beneficiario.
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